Dipendenze
e
invecchiamento

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Sono sempre più numerosi gli studi che dimostrano l’influsso negativo del consumo di alcol sul decorso delle malattie più diffuse tra la popolazione anziana (ad es. diabete, ipertensione, malattie gastrointestinali, insonnia, demenza e depressione). Il problema non si limita al fatto che i disturbi di salute e il consumo di alcol si influenzino reciprocamente, ma va oltre, poiché l’alcol può alterare l’azione dei farmaci assunti per lenire questi disturbi. Ciò significa che bere alcol sotto medicazione comporta il rischio, non indifferente, di modificare l’effetto dei medicamenti o di scatenare interazioni pericolose (Moore et al. 2007). Nelle persone anziane che presentano malattie somatiche o anche solo limitazioni dovute all’invecchiamento, queste interazioni negative possono comportare complicanze neuropsichiatriche, stati confusionali, cadute (e relative fratture), incontinenza, carenze alimentari e aumento del rischio suicidale (Schäufele 2010).

Per impedire questi circoli viziosi è pertanto estremamente importante che la/il curante spieghi con chiarezza e in modo dettagliato alla/al paziente le potenziali interazioni tra alcol e farmaci.

Medicazione e invecchiamento

I disturbi e le malattie che insorgono con l’età comportano sovente una medicazione complessa, suddivisa tra diversi farmaci. Le interazioni possibili sono un aspetto che è sempre più complicato tenere sotto controllo, in particolare nel caso di pazienti che seguono una terapia di sostituzione. La/Il curante può ricorrere a strumenti di verifica disponibili in rete, come ad es. www.mediq.chwww.epocrates.com o la verifica delle interazioni (in francese e in tedesco) del Compendium svizzero dei medicamenti (in francese e in tedesco). Occorre considerare attentamente tutte le interazioni possibili e gli eventuali mutamenti della farmacocinetica legati all’età. Nelle persone anziane, infatti, alcune condizioni possono cambiare; l’eliminazione renale e epatica, ad esempio, è meno efficace (con riduzione dell’effetto “first-pass”) e il volume di distribuzione si riduce, poiché la quantità di acqua contenuta nell’organismo con l’andare del tempo diminuisce. Numerosi farmaci psicoattivi (ad es. metadone) risultano pertanto più efficaci, in termini di intensità e di durata, e lo stesso si può dire dell’alcol e probabilmente di altre sostanze psicotrope quali la nicotina (Hälg & Dürsteler 2013).

Per l’informazione delle/dei pazienti esistono opuscoli quali “Alcol e medicamenti durante l’invecchiamento. Informazioni per persone con più di 60 anni e per i loro familiari” e “Alcol e età. Informazioni per le persone con più di 60 anni”.