Dipendenze
e
invecchiamento

Stampa Raccomanda Home


La diagnosi di un’alcoldipendenza secondo l’ICD-10 (“International Classification of Diseases and Related Health Problems”) è formulata se, nel corso dell’ultimo anno, la persona è stata interessata da tre o più dei casi seguenti:

prova un desiderio intenso di bere alcol (“craving”);

non riesce, o solo in parte, a controllare l’inizio e la fine del consumo, così come la quantità di alcol assunto (perdita di controllo);

se interrompe o riduce il consumo, è colpita da sindrome da astinenza;

presenta sintomi di assuefazione, ossia: per suscitare gli effetti originariamente ottenuti con dosi minori, occorrono dosi sempre maggiori;

abbandona gradualmente qualsiasi altro interesse personale concentrandosi esclusivamente sul consumo di alcol; riserva un tempo sempre maggiore delle sue giornate a reperire, consumare la sostanza o riprendersi dai postumi;

continua a consumare la sostanza malgrado dimostrazioni inequivocabili delle conseguenze negative, quali danni epatici, malumore e stati depressivi, peggioramento delle funzioni cognitive.

Attenzione! Tremore, iperidrosi o disturbi del sonno possono essere conseguenze di malattie somatiche e essere interpretati, erroneamente, come sintomi di uno stato di astinenza. O viceversa. Per motivi fisiologici, nelle persone di una certa età l’assuefazione all’alcol diminuisce, così che l’effetto desiderato è ottenuto anche con quantità minori di sostanza. Occorre inoltre tenere conto del tempo, sovente non poco, che le persone alcoldipendenti e farmacodipendenti dedicano alle visite mediche. I contatti sociali limitati e le malattie somatiche rendono difficile valutare le conseguenze negative del consumo. Prima di formulare una diagnosi di demenza come causa o conseguenza, e indipendentemente da una dipendenza, la cautela è d’obbligo.